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DA LEGGERECasa&Ragazzi

Ritorno a scuola.

Grembiule: sì vs no.

“Lo scopo della scuola
è quello di trasformare gli specchi in finestre.”
SYDNEY J. HARRIS

«Perché mettere un grembiule uguale per tutti quando sappiamo che i bambini sono tutti diversi? Perché nascondere le diversità, visto che ci sono?
L'interrogativo di Mario Lodi, grande insegnante e pedagogista, di fronte al ritorno alla divisa scolastica risuona ancora nelle nostre orecchie.
 
La diatriba divisa sì vs no, nata nel '68 quando il grembiule fu spazzato via avvolto in una nube vagamente fascista e militaresca, non accenna a placarsi. La questione contrappone chi vede nella divisa un'opportunità per evitare discriminazioni sociali e creare senso di appartenenza e chi la ritiene invece un retaggio anacronistico e una maschera ipocrita alle diversità.
In Italia non esiste un regolamento rigido per i vari ordini scolastici che preveda l’uso del grembiule obbligatoriamente. Vige il sistema dell’autonomia scolastica, ovvero nessuna imposizione per legge: ogni scuola, a discrezione dei presidi, può decidere se adottare o meno le divise modificando il proprio regolamento.
 
Al di là delle ideologie, bisogna prendere in considerazione anche questioni più pratiche.
Da un lato, l'imposizione del grembiule risparmia fatica alle mamme che non devono più combattere per la decisione della mise giornaliera; dall'altra l'obbligatorietà della divisa comporta anche spese aggiuntive alle famiglie.
D'altronde, se è vero che l'individualità e la costruzione di una personalità non dipendono da questioni stilistiche, così anche è innegabile osservare che le differenze sociali non verrebbero azzerate dall'uso del grembiule in quanto ci sarà sempre il bambino con il grembiule sgualcito, o di qualche taglia più piccolo.
 
La verità è che tanto il rispetto dell'individualità quanto il senso d'appartenenza andrebbero trasmesse alle classi; non suggeriti attraverso l'utilizzo o meno di una divisa, ma condivisi tramite insegnamenti.
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