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DA LEGGERECasa&Viaggi

Non solo mare.

Estate: viaggiare slow.

“Il mondo è un libro,
e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.”
SANT'AGOSTINO

D’estate la parola d’ordine è SLOW. Diversamente dalla formula mordi&fuggi tipica dei weekend in fuga dalla città, il viaggio estivo offre solitamente la possibilità di fermarsi più a lungo e concedersi il lusso di una filosofia totalmente diversa: l’approccio full immersion, verticale, viene sostituito da quello orizzontale, esperienziale. Scoprire lentamente una meta, assaporare la destinazione, perdersi nei paesaggi, esplorare luoghi poco conosciuti, gustare prodotti a chilometro zero, mantenere un diretto contatto con la natura, la cultura, le tradizioni.

Viaggiare slow è uno stile di vita, la sottile linea rossa che divide un turista e un viaggiatore.
Il vero viaggio è essenzialmente ispirato alla conoscenza dell’altro, nel pieno rispetto della sua diversità. Incontri con la storia, con l’arte, con le religioni e con la gente. Viaggiare è spostarsi nel tempo oltre che nello spazio, è scoprire luoghi fermi a epoche quasi remote. Forse per questo Cabrera Infante diceva che: "La geografia è più importante della storia perché la contiene".
Il gusto di questo tipo di viaggi inizia ancor prima di partire: vagliare le possibili mete, sceglierne una, consultare le guide, studiare gli itinerari; tutto ciò fa già parte del viaggio. Dove andare? Cosa vedere? La curiosità è già risvegliata.
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: ”Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.” (Josè Saramago)
 

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