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DA LEGGERECasa&Sport

Partite per conoscere.

Europei di calcio 2016: un’occasione per viaggiare.


“Il calcio è un gioco ma anche un fenomeno sociale.
Quando miliardi di persone si preoccupano di un gioco,
esso cessa di essere solo un gioco.”
SIMON KUPER

«Suvvia l’Arsenal ha perso; e che sarà mai? È solo un gioco!» dice la ragazza al protagonista di Nick Hornby in Febbre a 90°. E lui: «Non dire così! Non è solo un gioco e questa è la peggiore stronzata che tu possa dire!»
La passione per il calcio non ha limiti d’età né di provenienza, ricompone le diversità, elimina le differenze sociali, economiche, culturali. Di più: in alcuni casi le gerarchie esistenti all'interno di una tifoseria possono addirittura ribaltare quelle esistenti nella vita sociale in un sentimento intenso di appartenenza e d’identità collettiva.
 
Se per Thomas Eliot «il calcio è un elemento fondamentale della cultura contemporanea», per Jean-Paul Sartre «è una metafora della vita»; o forse «la vita è una metafora del calcio», come specifica il filosofo Sergio Givone?
Malgrado i molti problemi e le ombre emerse negli ultimi anni, il calcio rimane lo sport più amato dagli italiani. Si tratta di un fenomeno sociale che coinvolge un grande numero di appassionati e mette in piedi un sistema di significati attorno a cui si sviluppano identità forti e durature. Il calcio si trasforma in una religione laica con una sua ritualità, i suoi simboli, le sue cattedrali.
 
Nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'arte, «il calcio è uno dei pochi ambiti che mantiene viva la possibilità dell'hic et nunc, rendendo originale ogni sua manifestazione», scrive Francesca Serafini nel suo Di calcio non si parla.
Forse è per questo che il turismo sportivo cresce senza sosta: dal 2007 ad oggi, il settore registra un +25% generando un giro d'affari annuo di nove miliardi di euro.
"Si tratta - spiega Andrea Cozzi, tra i fondatori del progetto 'TourismforSport' - di oltre 10 milioni di persone che si muovono ogni anno con 60 milioni di pernottamenti e un giro d'affari a nove zeri".
Secondo un’indagine Federalberghi-CIRM, il fenomeno coinvolge tanto gli uomini quanto le donne che, in media 2,8 volte nell’anno, effettuano trasferte pernottando almeno una notte in strutture alberghiere per seguire dal vivo un evento sportivo.
 
Come in una religione, la fede calcistica impone i suoi pellegrinaggi. Ed ecco che si delinea una nuova geografia; attraverso i flussi generati dal calcio si diffondono saperi, si sviluppano conoscenze, si scoprono nuovi orizzonti.
Una ricerca sull'impatto del calcio sulla geografia del nostro pianeta svela il ruolo che questo fenomeno ha avuto nell'assetto di tanti territori e tessuti urbani: l'interazione uomo-ambiente-territorio in occasione della costruzione di strutture sportive, la creazione delle reti di comunicazione, i cambiamenti sociali.
Per rendersi conto della portata del calcio è sufficiente sapere che le nazioni iscritte alla FIFA sono 207 contro le 191 dell’ONU.
Il calcio come opportunità di sviluppo, dunque. Urbanistico e socio-politico da un lato; umano dall’altro. Sì perché se ogni viaggio è una scoperta e, come diceva Bruce Chatwin,«il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma», le sfide calcistiche diventano anche uno spunto per spostarsi e allargare i confini delle proprie conoscenze.
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